Ci stiamo preparando a celebrare l’Avvento, il “tempo dell’attesa” che ogni anno ci viene offerto quale tempo di Grazia e di Misericordia cosicché, in quanto figli di Dio, abbiamo l’opportunità di continuare a maturare e a progredire verso una conversione definitiva.

 

 

Fratelli:

 

Ci stiamo preparando a celebrare l’Avvento, il “tempo dell’attesa” che ogni anno ci viene offerto quale tempo di Grazia e di Misericordia cosicché, in quanto figli di Dio, abbiamo l’opportunità di continuare a maturare e a progredire verso una conversione definitiva.

 

Per poter vivere ed interiorizzare il mistero del Bambino del Presepe che ci orienta verso la Parusìa finale quando si darà inizio alla Nuova Creazione del Cielo Nuovo e Terra Nuova, di cui parla l’Apocalisse (Cfr. Apoc 21,1), dobbiamo vivere più profondamente, più misticamente questa Celebrazione liturgica.

Questa nostra attesa, fratelli, non è un’invenzione, È LA PIÙ GRANDE VERITÀ CHE L’UOMO POSSA VIVERE, ma purtroppo la lampada che dovrebbe rimanere piena di olio fresco, è invece satura di ego umano al quale per l’uomo, fino a quando non si sarà ottenuta una riconciliazione definitiva con Cristo, è difficile rinunciare.

È TEMPO DI AVVENTO FRATELLI, IL TEMPO FRA IL “GIÀ” E IL “NON ANCORA”, IL “GIÀ” DELL’INCARNAZIONE E IL “NON ANCORA” DELLA PIENEZZA ESCATOLOGICA.

IL BAMBINO DEL PRESEPE È PRESENTE IN MEZZO A NOI E LA SUA PRESENZA CONTINUERÀ FINO ALLA FINE DEI TEMPI.  

Sì, stiamo vivendo in un’umanità carente di Amore Divino, di rispetto per il prossimo, con la superbia che l’uomo prende dal demonio. Stiamo vivendo nell’ingiustizia e nella miseria del cuore umano, con la morte degli innocenti, con persone che non si rendono conto dell’Arrivo della Natività, perché non solo vivono nella miseria, ma anche in una guerra che non concede loro nemmeno un attimo di respiro, con persone che crescono nella fame e nella sete e resistono, perché credono e non rinunciano alla Fede in Dio ed accolgono la persecuzione.

Quindi, fratelli, OFFRIAMO AL DIO BAMBINO LA DECISIONE DEFINITIVA DI CONVERSIONE, di essere degni in ogni istante di essere chiamati figli di Dio e di amare il prossimo come noi stessi, non considerando le altre persone come dei nemici ai quali dobbiamo dare la caccia.

Non viviamo questo Natale in senso commerciale o mondano, ma consideriamo il momento in cui stiamo vivendo, trascendiamo spiritualmente e vediamolo nell’ottica della speranza, desiderosi di pregare gli uni per gli altri, di lavorare gli uni per gli altri e di condividere quell’AMORE MISERICORDIOSO CHE NEL MISTERO DELL’INCARNAZIONE CI RENDE PARTECIPI DEL GERME DELL’AMORE DIVINO CHE POI SI FA UOMO PER LA SALVEZZA DELL’UMANITÀ.

Per i figli di Dio, prestare ascolto alla voce di Colui che predicò nel deserto deve dare frutto e deve motivarci ad essere persone aperte all’Amore di Dio, all’amore per il prossimo e ad essere quei messaggeri di pace che allertano in ogni occasione i loro fratelli, cosicché il Signore non ci trovi con le braccia incrociate e la bocca chiusa, ma RIMANIAMO INVECE IN UNA COSTANTE ATTESA E DESIDEROSI CHE LA NASCITA DEL BAMBINO GESÙ FACCIA SÌ CHE IN NOI NASCA UN ARDENTE DESIDERIO DI ESSERE TUTTI DI GESÙ E TUTTI DI MARIA SANTISSIMA.

 

Luz de Maria.

 

fradindon

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